Origine: Cina, Yunnan
Produttore: Feng Qing Tea Factory
Acquistato da: Biblioteq – Dian Hong Feng Qing

Feng Qing Tea Factory, Dian Hong - Biblioteq photo © Christian Nicita)

Feng Qing Tea Factory, Dian Hong – Biblioteq photo © Christian Nicita)

Presto che è tardi, presto che è tardi, presto che è tardi… sono in ritardissimo questa settimana e potrei accampare diverse scuse per questo, tutto buone, tutte valide, tutte vere. Però non sono una giustificazione, e non mi salveranno in ogni caso dagli strali della nostra Livia. Purtroppo non riesco a fare le cose correndo, è più forte di me! “La lentezza, questo è il segreto della felicità”, sottoscrivo questa frase con il sangue, e pazienza per il ritardo, ma prometto di cercare di impegnarmi a non farne… ci provo.

Non si può dire di aver bevuto un tè nero se non si prova uno dei grandi tè neri dello Yunnan. Spesso l’idea dei tè neri è legata alla bustina o alle piccole e fastidiose foglie, più o meno spezzate dei tè neri indiani o comunque english style, passatemi il termine. Trovarsi di fronte un tè nero dello Yunnan con queste foglie grandi, affusolate, striate di giallo potrebbe essere un’esperienza che potrebbe lasciare attoniti. Ma non ci avevano insegnato che le foglie migliori sono le più piccole, quelle raccolte in punta? I germogli ancora chiusi nella loro lanugine? Sì, non è falso, non è sbagliato, semplicemente non è un metro di valutazione universale!

Dipende essenzialmente dal tipo di tè che bisogna realizzare ovvero dalla zona di produzione, dal tipo di produzione. Nello Yunnan da che mondo e mondo quei valori non sono gli stessi, qui si predilige fare i grandi tè non da arbusti di pochi anni, ma da alberi antichi, alberi anche più che centenari in alcuni casi, per cui le foglie di conseguenza non saranno gigante ma neppure minute, anzi la grandezza la struttura della foglia è uno dei valori di pregio in questa parte del mondo del tè… Distingue, prestare attenzioni alle differenze, ai dettagli, cercare di comprendere le sfumature, anche questo è gong fu cha, anche questo è saper gustare una tazza di tè.

2,00 gr in teiera da ~210 ml di vetro acqua Sant’Anna sorgente Rebruant 90°.

I – 1’ :: giallo ambrato, con riflessi tra il topazio e l’oro rosso.
Al naso è caldo ed avvolgente abbastanza intenso e complesso, note di una tenue affumicatura si mischia a lievi accenni di sottobosco, note fungine in particolare; seguono con drammatica imponenza accenni di tra il dolce e l’amaro con riconoscimenti netti di mieli amari come il miele di castagno e/o quello di corbezzolo, punte di tabacco da pipa e scatola di sigari (legno di cedro) si fanno strada. Ci si perde tra i fumi autunnali di questo tè, quasi dispiace berlo!
L’assaggio è di una delicatezza quasi indescrivibile, di una leggerezza e leggiadria ineguagliabile. L’ingresso in bocca è rotondo ma subito emerge una freschezza quasi inaspettata – c’è da dire che l’acqua che abbiamo usato è molto fresca di suo – sulla quale si avvolgono tutte le sensazione successive. Il liquore entra nel cavo orale, la freschezza si fa sentire sui lati della bocca, sotto la lingua, questo stimola la salivazione quando arriva da sopra una calotta di dolcezza ad arginare queste onde; tutto sembra coperto come da una coperta di calda lana, ma sotto la freschezza ritorna accompagnata da dagli straordinari ed eleganti tannini che si fanno strada tra la dolcezza, come dei bucaneve su un manto innevato, ledendo l’uniformità di questa dolce patina con note dure. Il finale di bocca è totalmente coerente con quanto percepito al naso, lunghissimo intrigo di mieli e note selvatiche, su un fondo di sapidità ferrosa.

Feng Qing Tea Factory, Dian Hong - Biblioteq photo © Christian Nicita)

Feng Qing Tea Factory, Dian Hong – Biblioteq photo © Christian Nicita)

Ho fatto fino a quattro infusioni tutte molto piacevoli, nessuna nota particolare da rilevare, la seconda è stata di un 1’ e 30’’, la terza di 2’, la quarta 3’. La presenza dei tannini, sempre molto eleganti, va crescendo, le note dolci si mischiano a sensazioni di tabacco e fango argilloso. Ma queste note di argilla sono dovute alla freschezza dell’acqua, potrebbe valere la pena sentire questo tè con un’acqua meno fresca, come per esempio la Levissima e vedere di nascosto l’effetto che fa. Potrebbe guadagnarne in piacevolezza dove questa freschezza e questa mineralità risultano un po’ invadenti, ma potrebbe perdere anche un po’ di verve, di carattere. Magari prossimamente vi potrei riproporre una degustazione comparata dello stesso tè con due acque diverse… e magari chiacchierare un po’ dell’importanza dell’acqua “giusta”.

In ogni caso, prescindendo dall’acqua, questo è un tè da 5 stelle (*****) 94/100 in queste condizioni, potrebbe arrivare anche a qualcosa di più… ma staremo a vedere.

Abbinamento con risotto ai funghi porcini, tagliatelle ai funghi (ovviamente tutto rigorosamente senza panna), paste al pistacchio, paste alla nocciola, un buon cioccolato 54-60%, alcuni sigari, diciamo che un Romeos 2 o un Edmundo, ma non vogliono spendermi ora troppo in chiacchiere, Deo volente, riserveremo una puntata speciale all’abbinamento tra tè e sigari…