Origine: Cina, Yunnan, Lancang
Produttore: YunGui Tea Co. LTU
Acquistato da: Dragon tea house

Lancang YunGui, Puerh Shu 2006 – Dragon Tea House (photo © Christian Nicita)

Lancang YunGui, Puerh Shu 2006 – Dragon Tea House (photo © Christian Nicita)

Non si scappa dalla moda, dal trend, soprattutto dal mondo virale del web, dove si pubblica, si condivide, si prova e si invita a provare. Il mondo del tè non è esente da tutto ciò. A livello internazionale molti sono i tea-blogger e pure in Italia qualcuno esiste da po’. Certo il livello e lo stile a volte sono discutibili, ma è un normale processo di maturazione. Tra il 2007 ed il 2008, sempre con l’idea che tè è condividere, aprii su anobii social network dedicato alla lettura – anche perché tè e libro sono un’accoppiata che non si batte, anzi forse il migliore abbinamento di un tè è proprio con un libro – un gruppo dedicato al tè; il gruppo non riuscì mai a decollare, negli anni provai più volte – in vano – ad animare con qualche discussione a coinvolgere persone, ma quasi tutte parole al vento. Ma non è importante, non ha neppure senso fare indagini retrospettive in questo momento, altrimenti inizieremmo a divagare – e io maledettamente ho la tendenza a divagare –.

Quello che voglio dire è l’ultima tendenza che vedo osservando lo stato di maturazione dei tealover con cui sono in contatto o che seguo sui vari social network, è quella di Pu-Erh. Sempre di più sono le persone che parlano, scrivono, fotografano, degustano (o provano a degustare) Pu-Erh. La tendenza viene soprattutto da Singapore ed Honk Hong, passando per la Russia e l’America. Siamo nel 2015 tra poco mi aspetto che questa esplosione di Pu-Erh lover arrivi anche in Italia dove ancora non si vede, dove sicuramente ci sono dei “segnali”, ma non è ancora esplosa. Quindi oggi parliamo e degustiamo un Pu-Erh. No, non vi preoccupate non vi voglio annoiare con i dettagli di produzione del Pu-Erh, per chi fosse interessato c’è gente molto più qualificata di me, che ha scritto chiaramente e con cognizione di causa cosa davvero sia un Pu-Erh: in lingua italiana vi rimando a questo splendido articolo di Saverio Robustelli farmacista e ricercatore dell’università di Pavia.

Lancang YunGui, Puerh Shu 2006 – Dragon Tea House (photo © Christian Nicita)

Lancang YunGui, Puerh Shu 2006 – Dragon Tea House (photo © Christian Nicita)

Era il 7 Gennaio 2008 quando scrissi il primo post del gruppo su anobii, e in quel primo post ben 7 anni addietro dichiaravo di bere una tazza di Pu-Erh del 1992. Non ricordo esattamente cosa fosse quel tè – magari ho qualche appunto in qualche vecchio notes – ma ricordo chiaramente dove lo comprai, perché mi sconvolse trovare da Peck a Milano una torta di Pu-Erh raw (crudo) tè del 1992 ad un prezzo di pochi euro (se non ricordo male 8 o 12 euro). Oggi la moda che avanza ha fatto lievitare drammaticamente i prezzi, ma ha anche permesso che raggiungessero il mercato produzioni di Pu-Erh che altrimenti non sarebbero mai uscite dai confini Cinesi. Certo, la grande richiesta che il mercato inizio ad esigere, a breve per la natura stessa del prodotto rischia di inficiare la qualità. O meglio, fa lievitare ancora di più i prezzi dei prodotti qualitativamente superiori.

Oltretutto i Pu-Erh sono tè che richiedono tempo. Sono tè per essere apprezzati hanno bisogno di tempo, di lentezza: si apprezzano con il passare delle decadi, sono tè che a volte si tramandano per generazioni. Assaggiare un Pu-Erh nell’anno della sua raccolta è comettere infanticidio. Bisogna attendere almeno dagli 8 ai 10 anni per iniziare ad apprezzarlo. Perché le peculiari componenti tipiche della lavorazione maturino, evolvano fino a rendere un tè che appena raccolto era sgraziato, spigoloso, irruento in qualcosa di meraviglioso, di armonico, di aggraziato, di rotondo.

Quindi ecco il tè di questa settimana, direttamente dalla zona di Lancang nello Yunnan dall’azienda YunGui un Pu-Erh Shu (cotto) del 2006:

 Gong fu cha – 7 gr in teiera da 210 ml (7oz) di vetro acqua Levissima 90°

0
I –(nessun tempo, sta indicare che come l’infusione ‘0’ anche questa è un lavaggio).

II – 25’’ :: rosso granato cuore arancio e riflessi rosa antico.
Intenso, sentori di funghi: finferli e porcini; note terrose, ricordi di pioggia e terra bagnata, sottobosco.
Si presenta all’assaggio leggero, evanescente, ad una palato poco attento potrebbe sembrare un tè che si è perso il gusto, invece è solo celato sotto un elegante velo di morbidezza, di bevibilità, di piacevolezza istantanea. Così aspettando un attimo che il calore si faccia leggermente da parte e che gli assaggi si susseguono emergono da questa bolla di morbidezza sensazioni più spigolose, sapide e fresche che sostengono i precursori aromatici già percepiti; a loro volta questi nascondono dei tannini eleganti che si mostrano solo sul finale con delle note lievemente ammandorlate ma nessuna sensazione tattile.

III – 55’’ :: rosso granato sanguigno con riflessi arancio.
Ancora intenso, ancora fungino, sottobosco, terra bagnata a cui si aggiunge un inaspettato riconoscimento di caldarrosta.
Inbocca ha un ingresso ancora morbido, ma subito la sapidità irrompe esaltando, accentuando e esasperando i sentori scuri e terrosi. Di primo acchito non si nota, ma c’è una freschezza propria di questo tè che non va sottovalutata. Sul finale emergono dalle profondità di questa terra note di mandorla amara regalate ancora da finissimi tannini. Forse poteva valere la pena ridurre i tempi di infusione a 30’’ per ottenere una infusione più aggraziata.

IV – 55’’ :: rosso granato sanguigno con riflessi arancio.
Al naso si mostra molto più delicato, i sentori ed i riconoscimenti sono i medesimi delle precedenti infusioni, ma decisamente meno intensi, abbastanza intensi.
Anche all’assaggio l’esuberanza, l’irruenza della precedente infusione è smorzata, mentre è stata ritrovata l’eleganza: dolcezza e morbidezza ora vengono equilibrate dalle componenti dure, da una sapidità e dai tannini che restano comunque molto fini e gradevoli. La freschezza è presente ma gioca un ruolo di supporto, si percepisce chiaramente solo quando il liquore si raffredda, altrimenti risulta intrecciate alle componenti dure senza soluzione di continuità. Il finale è dominato da note ammandorlate e fungine.

Voto 5 stelle (*****) 92/100

Da abbinare con pesce spada, funghi, pasta alla carbonara, dolci a base di cioccolata.

Lancang YunGui, Puerh Shu 2006 – Dragon Tea House (photo © Christian Nicita)

Lancang YunGui, Puerh Shu 2006 – Dragon Tea House (photo © Christian Nicita)