Origine: Pinglin, Taiwan
Produttore: ?
Acquistato da: ebay – zen8tea
Spring Competition Excellence Grade WenShan Bao-Zhong / Pouchong Oolong 150g

WenShan Bao-Zhong – zen8tea (photo © Christian Nicita)

WenShan Bao-Zhong – zen8tea (photo © Christian Nicita)

Cosa è una tazza di tè?
Foglie secche, acqua calda, una teiera, attesa. Tutto qua?
Vapore, ricordi, pensieri, attimi. Tutto qua?
Gesti, sguardi, oggetti, tepore. Tutto qua?

No, non è tutto qua, una tazza di tè è diversa da ogni altra.

Per quanto mi possa sforzare di raccontarvi esattamente il tipo di tè usato, fino a specificare dove l’ho comprato, quanto ne ho messo, in che teiera l’ho messo, di quale materiale fosse questa teiera, quanta e quale acqua a quanti gradi ho usato, quanti secondi e minuti ho aspettato infusione dopo infusione; per quanto mi possa sforzare la mia tazza di tè non sarà mai uguale alla vostra, ogni tazza di tè che ho preparato e che preparerò dello stesso tè, nella stessa teiera, nello stesso tutto non sarà uguale al precedente.

Un’orchestra suona in maniera differente a seconda di chi la diriga, una ricetta eseguita alla perfezione non sarà mai uguale a un’altra. Una tazza di tè contiene la stessa magia: racconta qualcosa di chi l’ha preparata, del suo stato d’animo, dei suoi gesti, della sua impazienza o della sua pazienza, del suo desiderio; racconta il posto in cui è stato preparato, così come lo fa un piatto dentro la cucina di uno chef.

Per questo motivo non mi piace, trovo insopportabile e insostenibile che in una sala da tè mi si porti un tè in infusione! No, non lo posso accettare! Sono vostro ospite, offritemi il vostro tè, offritemi la vostra idea di tè, il vostro modo di preparare quel tè, correte il rischio di sbagliarlo, o di mostrare il vostro stile; dare da mangiare non è un freddo mestiere, offrire un posto a sedere, offrire ospitalità è qualcosa di sacro, qualcosa di più che un numero di pax, offrire del cibo è anzitutto condivisione, senza questa idea non c’è ristorazione, senza questa idea non c’è sala da tè, non c’è tè: resta, tutt’al più, una manciata di foglie secche diventate umide, che hanno sporcato di colore e sapore un’acqua.

Non fa per me. Non è Gong Fu Cha: non è tè.

Gong Fu Cha: mettere il massimo impegno per preparare una tazza di tè, sempre e comunque anche se poi non si sta seguendo lo stile Gong Fu Cha, ma è l’idea alla base non il metodo in sé stesso a fare la differenza, è l’idea su cui voglio richiamare la vostra attenzione.

per me è ancora una stanza della memoria: lego il tè a persone, eventi, momenti della mia vita. Per esempio questo tè il Wen Sha Bao-Zhong o Pouchong che chiamar si voglia, mi riporta in mente ogni volta che lo assaggio e che lo preparato una persona, un periodo della mia vita: cose belle e cose meno belle; ed ogni assaggio risente volente o nolente di questo ricordo… che ora, anche se velatamente, condivido con voi.

WenShan Bao-Zhong – zen8tea (photo © Christian Nicita)

WenShan Bao-Zhong – zen8tea (photo © Christian Nicita)

Gong fu cha – 7 gr in teiera di vetro da 210 ml (7oz) acqua Sant’Anna sorgente Rebruant 90°

0 – 0 :: lavaggio delle foglie, acqua dei piedi.

I – 15’’ :: Giallo paglierino riflessi verdolino.
Intenso, complesso. Floreale, biancospino, fiori di tiglio, fiori campo; lievemente minerale pietra pomice, salsedine; acceddi erbaci sullo sfondo. Fine.
Secco, abbastanza morbido, di corpo, sapido, abbastanza fresco, poco tannico, fine. L’ingresso è coperto dal corpo e dal calore, che ammanta e nasconde, quindi il liquore si allarga, si scopre svelando sapidità dura, forte, decisa, quasi in contrasto con la delicatezza percepita all’olfatto; sapidità che si accompagna con una buona freschezza e dei tannini lievi, sottili, eleganti. Il finale lascia una bocca asciutta e soddisfatta dove si dispiega una persistenza che ritrova la delicatezza iniziale intessendo tra le note minerali ricordi di fiori e qualche lieve accenno di frutta estiva poco matura.

II – 30’’ ::  Giallo paglierino con riflessi verdolino intenso.
Abbastanza intenso, complesso. Floreale, ancora biancospino, fiori di tiglio, accenni di camomilla; minerale grafite, pietra focaia, salsedine.
Secco, abbastanza morbido, di corpo, sapido, abbastanza fresco, abbastanza tannico, fine.
Aggressivo, duro con una sapidità minerale molto pronunciata, farebbe male alla bocca, come graffiarsi scivolando su uno scoglio, se non fosse che il corpo, la freschezza e la tannicità mitigassero, come una sorta di barriera di contenimento, l’esuberante mineralità, donando eleganza e finezza, accenni di dolcezza agro-dolce tra le pieghe di cotanta mineralità. Tannini tanti, ma fini ed eleganti accompagnano un finale che lascia la bocca pulita, secca al centro del palato ma con l’acquolina ai bordi, come a chiederne ancora. Netti sono i sentori di retro-olfatto che richiamano mineralità, frutta secca come la noce e la mandorla verde, e lievi accenni ancora a frutta estiva poco matura.

III – 45’’  :: Giallo paglierino, riflessi verdolino intenso.
Abbastanza intenso, complesso: floreale con riconoscimenti di camomilla e fiori campo, anemone selvatico, che aprono ad una mineralità meno dura, più delicata, più profonda tra cui fa capolino la pietra pomice, alcuni accenni di grafite; chiudono delle note vegetali tra gli aghi di pino maritmo e l’alga.
Abbastanza morbido, di corpo, fresco, sapido, tannico. Intenso, persistente, eccellente. L’ingresso è morbido, rivelando tutto il corpo che l’infusione ha donato al liquore. Ma subito sulla lingua i tannini unitamente alla sapidità iniziano a far sentire la loro presenza, la loro grinzosità coprendo la morbidezza con una dura presenza sapida, quasi salata. La fresca emerge prima che il liquore sia del tutto scomparso ad equilibrare la sapidità ed i tannini. Il finale regala una persistenza lunghissima con un elegantissimo fruttato che richiama alla memoria sentori di pesca tabacchera dell’Etna e nespola.

Voto: 5 stelle (*****) 94/100

Abbinerei volentieri una bella pasta con le vongole saltata in una cremi di ceci; pasta con il cavolfiore; crostini con alici di Cetara al naturale.