Fenghuang Dancong – Fiorditè (photo © Christian Nicita)

Fenghuang Dancong – Fiorditè (photo © Christian Nicita)

Origine: Cina
Produttore: ?
Acquistato da: Fiorditè

Come si conosce un tè? Il luogo dove si approccia è facile immaginarlo, uno dei tanti negozi specializzati, o una delle tante sale da tè. Si compra, solitamente, e poi si porta a casa. Sulla confezione in genere si trovano indicazioni su come preparlo, ma cosa ci serve sapere esattamente?

  • quantità di tè, per la
  • quantità di acqua, ad una
  • certa temperatura, per un
  • certo tempo

Proporzione. Ricetta infallibile. Eppure mettiamo il caso di aver comprato il tè, di aver seguito quanto più precisamente le indicazioni fornite – ammesso e non concesso che siano state fornite bene – come sappiamo, in fondo, di stare assaggiando il giusto tè? Una birra è facile, la apriamo e se la bottiglia è stata ben conservata quello è il gusto; con il vino è leggermente più difficile, ma in fondo se è stato ben conservato, se è stato aperto con cura quello che assaggiamo è come ci viene proposto. Con il tè no, non è la stessa cosa. Ma perché non è la stessa cosa? Qualcuno dirà, perché ovviamente va preparato, e questo è indubbio, ma complichiamoci lo scenario, pensiamo di essere in una sala da tè: ci servono un tè già preparato, come facciamo a sapere che il sapore sia proprio quello? Come facciamo a riconoscere una buona tazza di tè?

Indubbio, ne ho scritto diverse volte, una stessa tazza di tè preparata da persone diverse, sarà diversa, ma cosa distingue nella diversità degli stili una buona tazza di tè da una cattiva tazza di tè?

Ovviamente i difetti! Ovvero, tutte quelle che se che non possono oggettivamente e che non vanno considerate mai e poi mai note di stile. Una lista esaustiva dei difetti del tè sarebbe difficile, ma in generale i più comuni difetti che mi capita di riscontrare sono:

  • colore spento ed infusione opaca, certo in questo la qualità dell’acqua influisce non poco;
  • sentori spiacevoli, per lo più legati ad erbe amare cotte, a pesce andato a male;
  • gusto vecchio, che sa di muffa, o un gusto inconsistente o troppo amaro.
  • persistenza acida o amara, con a volte note spiacevoli e tipici sentori chimici, soprattutto nei tè aromatizzati, dove invece di aromi ed olii essenziali naturali e di qualità si siano usate prodotti sintetici e/o di scarsa qualità, questo stesso difetto si può riscontrare in alcuni lapsang souchong o in alcuni Pu’Erh ottenuti attraverso processi rapidi o comunque non naturali.

 

Per fortuna nulla di questo era presente quando, durante la mia ultima visita a Fiorditè, ho assaggiato per la prima volta questo, quando sono stato sorpreso dalla sua beltà!

Fenghuang Dancong – Fiorditè (photo © Christian Nicita)

Fenghuang Dancong – Fiorditè (photo © Christian Nicita)

Gong fu cha – 7 gr in teiera di vetro da 210 ml (7oz) acqua Santa Maria 90

I – 15’’ :: giallo oro antico, con riflessi ambrati.
Abbastanza intenso, abbastanza complesso. Riconoscimenti di frutta matura estiva, pesca gialla, albicocca, nespola, si mischiano ad un bouquet di fiori rossi tra cui spiccano riconoscimenti di geranio e rosa canina; note minerali a tratti ferrose danno note scure al sottofondo esaltando i toni del giallo e del rosso.

Morbido, di corpo, in bocca si percepisce chiaramente il peso di questo liquore, potrebbe sembrare un corpo glicerico; questa morbidezza, dovuta agli olii essenziali, che da corpo e vita a tutti i precursori aromatici di frutta estiva che abbiamo percepito durante l’analisi olfattiva, dominerà l’assaggio impastando la bocca di se in una persistenza lunghissima e grassissima. Non di meno, sotto coltre color pesca note scure sono in agguato: abbastanza fresco, sapido, tannico, questo liquore rivela un carattere deciso difficile da domare che vorrebbe esplodere in un intreccio di miralità resinosa, ricordi di bosco in autunno, e una tannicità da far male, che però sono costrette dal corpo e dalla morbidezza a dare solo sfumature, carattere, movimento, perché l’assaggio non risulti né piatto, né stucchevole.

II – 25 :: giallo oro antico, con riflessi ambrati.
Abbastanza intenso, abbastanza complesso. Il profilo olfattivo non varia rispetto alla precedente infusione. Il corpo è più esile, mentre le note dure iniziano ad avanzare a farsi strada, intaccando il tessuto di dolcezza per rivendicare un ruolo sempre più presente.

Le infusioni successive: III – 40’’ , IV – 1’, V – 1’,30’’ hanno esasperato i caratteri di questo tè i caratteri duri hanno preso il sopravvento rendendo l’assaggio tannico e amaro e sapido.

Voto 5 stelle (*****) 97/100

L’abbinamento ideale è con una rosa di miele e cannella, così come l’ho assaggiato da Fiorditè. Ma non disdegnerei neppure ricette simili, come appunto una angelica, o dei dolci di pasticceria turca (turca in particolare, ma in generale potremmo dire medio-orientale) come una baklava o şekerpare.