Produttore: Mankai
Acquistato da: Premium tea Mankai, the Green community centre, Dubai, UAE

Mankai, Milky oolong (photo © Christian Nicita)

Mankai, Milky oolong (photo © Christian Nicita)

Non si urla, è indubbio il mondo del tè è un mondo che parla sottovoce, anche quando è duro lo è in un sussurro. Eppure ci sono tè più eloquenti di altri, anche questo è indubbio. Tè più provocanti, più pronti a donarsi, ad offrirsi e questo non fa di loro dei tè cattivi, o dei tè da sottovalutare. L’immediatezza non un difetto, così come l’eccessiva ritrosia non è necessariamente una virtù. Ogni cosa ha un suo tempo, una sua opportunità, un suo abbinamento.
Così mi capita spesso quando incontro amici che zuccherano il tè, o a cui piace per lo più il tè aromatizzato di offrire anche un tè che non si aspettano, un tè che piano piano magari gli possa dare la possibilità di apprezzare anche qualcosa di più delicato, qualcosa che al momento non possono gustare.

In questa categoria di tè sicuramente rientra il milky oolong, o Jin Xuan. In generale è un tè interessante, ma che personalmente non ho mai amato troppo, infatti mi ha stupito moltissimo quando l’ho assaggiato come base del Red velvet di Tealicious. Ma proprio memore di quell’assaggio ecco che vi propongo quello prodotto da Mankai, ma che  vuole essere un invito ad assaggiare questo tipo di tè, e, poi magari risentirlo ancora in Red velvet, per apprezzare una volta di più questa miscela.

Mankai, Milky oolong (photo © Christian Nicita)

Mankai, Milky oolong (photo © Christian Nicita)

Gong fu cha – 8,0 gr in teiera da 210 ml (7oz) di vetro acqua Santa Maria 90°

0 – 0 :: lavaggio delle foglie, acqua dei piedi.

I – 25’’ :: giallo paglierino, riflessi verdolino.
Dolcemente intenso, complesso. Tipico note lattee si mi mischano a sentori floreali e fruttati. Pannoso, vaniglioso, confettura di mela cotogna, pesche sciroppate, una punta di cedro candito; qualcosa che ricorda dolci di frutta e miele tipi del medio oriente.
Morbido, di corpo, abbastanza fresco, sapido, abbastanza tannico. Dopo tutta la dolcezza mostrata all’olfatto, la varietà delle sensazioni, all’ingresso in bocca potrebbe quasi deludere, o lasciare perplessi. Perché indubbiamente il corpo e la morbidezza, gli olii essenziali ci sono, ma la dolcezza che sentiamo non è quella degli zuccheri, quanto quella del corpo del tè. L’assaggio è dominato per tanto dalla mineralità, che è il tratto tipico di questo tè, che è ciò che poi regala in qualche modo la sensazione lattea. Nella lunghissima persistenza invece ritroviamo tutta la dolcezza che per un attimo è stato sommersa, ritroviamo tutti i ricordi aromatici percepiti all’olfatto e forse qualcuno in più che era sfuggito, così ci godiamo questo lunghissimo finale giocato sui toni delle confetture, e i ricordi di frutta cotta.

II – 45’’ :: giallo paglierino, riflessi verdolino
Impatto meno intenso al naso. Sentori sempre dolcissimi, ma a primo acchito più biscottati, quasi da bakery e cup cake con crema al burro e vaniglia; seguono frutta cotta zucchera e frutta in confettura, mela al forno, pera cotta nel miele, confettura di mela cotogna, pesca sciroppata, confettura di nespola, di cieligia, note di viole candite.
In bocca è più spigoloso, la morbidezza della prima infusione è andata via, così il corpo è più scarno, più spigoloso: abbastanza morbido, abbastanza fresco, sapido, abbastanza tannico. Domina ancora la freschezza, ma in bocca è molto ruvido, i tannini anche se non sono ancora presenti in quantità elevata si fanno sentire durante l’assaggio, sia a livello tattile sia gustativo. La persistenza si arricchisce di note verdi, ricordi di fava e pisello, e queste portano con sé una freschezza latente che piano piano irrora la bocca, lasciando una tenue e dolce acquolina. Ritornano più lentamente poi i sentori di frutta, ma bisogna prestare attenzione per metterli “a fuoco”.

III – 1’10’’ :: giallo paglierino, riflessi verdolino.
Intenso, complesso. Il profilo olfattivo non cambia molto, ma è più fresco più giocato sulla frutta matura, che non sulla frutta cotta, ma sono sempre note dolci. La nota lattea è presente anche se più defilata, comunque pannosa, burrosa, dolce. Il miele che prima si sentiva ma non era così distinto, ora si percepisce chiaramente come fosse miele di fioco d’india.
All’assaggio notiamo che invece la freschezza domina questa infusione, la sapidità c’è ma è stata messa da parte accanto a dei tannini che iniziano a mostrare la loro durezza, la loro amarezza, la loro vegetalità. Il finale di bocca è infatti dominato da note dure, vegetali, la freschezza cerca di bilanciare questa deriva tannica ma non ci riesce perché la sapidità rinforza l’azione dei tannini. Insomma, della dolcezza è rimasto solo il ricordo olfattivo.

Ho fatto anche una quarta infusione aumentando oltre il 1’30’’, ma non ve la consiglierei. Direi che con questa terza infusione il tè ha dato tutto quello che di buono potesse dare, che è un po’ pochino per un oolong di qualità.

Voto 4 stelle (****°) 88/100

Mankai, Milky oolong (photo © Christian Nicita)

Mankai, Milky oolong (photo © Christian Nicita)