Come un bollitore per il tè si scalda e si raffredda facilmente,
così accade per l’entusiasmo,
ma esiste un modo per impedire che ciò avvenga.
Yamamoto Tsunetomo, Hagakure

Ricominciamo! Ricominciare implica che in un certo momento si sia smesso, ed è indubbio per circa un anno ed un’Estate ed un Autunno il sito è rimasto a languire, eppure il tè non ha mai smesso di scorrere, così come non hanno smesso di scorrere le immagini sul mio Instagram. Pensare, a proposito di instagram, che avevo iniziato a fare foto di tè e teiere solo per avere una qualche immagine da poter inserire negli articoli, così come ad usare instagram solo per “contribuire” al nascente #TeaExperiment, e poi, in qualche modo, lasciatemi dire, ci ho preso gusto.

Ma la questione resta: come  ricominciare qualcosa che non si è mai smesso di fare?

Beautidul Taiwan Tea Company, Shanlinxi Premium (photo © Christian Nicita)

Beautidul Taiwan Tea Company, Shanlinxi Premium (photo © Christian Nicita)

La risposta potrebbe essere retorica o banale, eppure non lo è. La verità è che pur non avendo mai smesso di bere tè neanche per un giorno, che pur non avendo mai smesso di condividere la mia esperinza quotidiana di #TeaLover attraverso i miei scatti ed apprezzando le storie raccontate dagli scatti degli altri, l’impegno di scrivere è venuto meno. Le ragioni di questo abbandono sono diverse e condivise fino alla fine con chi si era inizialmente imbarcato in questo progetto: la teiera l’avevamo preparata e l’abbiamo bevuta fino in fondo, fino a che abbiamo potuto.

Ma tutto scorre, tutto cambia, tutto si trasforma, così anche #TeaExperiment. Di fatto ho ereditato il progetto in todo, ma vorrei cercare di evitare che diventi un progetto “personale”, vorrei evitare di diventare il signor #TeaExperiment. Per me tè è fondamentalmente condividere un esperienza. E poco importa che sia una esperienza derivante dai sensi esterni, o dal senso interno, poco importa che sia una esperienza/esperimento diretto di una tazza di tè, o mediata attraverso la cucina, il viaggio, la fantasia. Quello che importa è il piacere di condividere un momento a base di tè, con tutto quello che questo comporta.
Così l’invito è proprio a condividere, a farsi avanti: degustatori, viaggiatori, fotografi, scrittori, pittori, grafici, cuochi, filosofi, storici, chiunque abbia una storia di tè da condividere o semplicemente voglia condividere il proprio amore per questa bevanda. E siamo in tanti, orami, in Italia gli amanti, i #TeaLovers, i bevitori di tè. Ma quantità, purtroppo, spesso e volentieri non è sinonimo di qualità. Così vedo aprire nuovi negozi specializzati nella vendita di tè in foglie che specializzati non sono; molti locali scrivono “sala da tè” dove il tè in quella sala è solo un complemento e neppure il più importante; si pubblicano libri sull’argomento che ripetono spesso le stesse cose, e riportano le stesse informazioni incomplete, se non addirittura sbagliate; associazioni più o meno culturali propongono eventi a pagamento con prezzi assurdi; c’è persino che più o meno onestamente propone dei corsi di formazione sul tè che hanno costi proibitivi per quello che offrono e spesso più che formare deformano i partecipanti.

Il che non vuol dire che in Italia non ci siano dei buoni negozi, degli onesti venditore, delle buone sale da tè, delle associazioni oneste, degli eventi degni di essere partecipati, dei buoni libri da leggere, dei corsi interessanti da seguire. Ma indubbiamente bisogna discriminare. L’unico modo per poterlo fare è maturare la propria esperienza sul tè. E così, proprio dall’esperienza vorrei ripartire con #TeaExperiment. Anzitutto mettendo sul tavolo la mia esperienza di degustatore, in fin dei conti tre livelli AIS ed una Master Class di analisi sensoriale, in quella che fu l’AIS di Roma / Bibenda sono state una scuola di altissima formazione nel fin troppo abusato campo dell’eno-gastronomia italiana. Anche se ora sono totalmente astemio, il percorso di studio sul vino mi ha aperto delle porte, e svelato potenzialità che non pensavo neppure di avere. La scuola professionale del Gambero Rosso ed il lavoro in cucina con Chef stellati e non ha completato la mia formazione.
Il mio approccio e la mia esperienza di bevitore di tè, da sempre, è stata caratterizzata dalla sensorialità. Non pretendo di applicare il rigore dell’analisi organolettica della scheda AIS al tè, ma sicuramente quella è stata ed è la mia base di partenza. Il problema di raccontare una sensazione, un’esperienza, è proprio trovare e condividere il linguaggio per farlo. Intrappolare in una rete di parole condivise delle sensazioni, che per loro natura sono difficili trasmettere. Fino a qualche anno addietro in Italia, pochissimi erano coloro che avevano un approccio sensoriale nel raccontare un tè. Proprio qui su #TeaExperiment si sono forse letti sul web i primissimi tentativi di farlo di con criterio. Oggi, spesso mi capita, invece, di leggere molte persone che si lanciano in improbabili analisi sensoriali, che faticano a comunicare la bellezza di un momento di profonda intimità quale è quello dell’assaggio. Attenzione non voglio criminalizzare o inibire chi che sia, perché capisco l’esigenza e la necessità di comunicare, ma allo stesso tempo, ma mi rendo conto che l’unico modo per superare questo impasse è il confronto. Alla fine ognuno di noi ha imparato a degustare ascoltando e seguendo e leggendo le degustazioni di altri, così ha “tarato” e “regolato” il proprio “gusto” a riconoscere e valutare.

Gong Fu Cha, Beautiful Taiwan Tea Company, Da Hong Pao (photo © Christian Nicita)

Gong Fu Cha, Beautiful Taiwan Tea Company, Da Hong Pao (photo © Christian Nicita)

Questo il mio proposito per questo nuovo corso, offrire la mia esperienza ed il mio punto di vista; ovviamente non ho pretese di verità, ma cerco, con quello che ho imparato di raccontare una storia, nella speranza che altri si vogliano unire nel raccontare, magari la stessa storia, dal loro punto di vista.

Non faccio promesse sulla regolarità delle pubblicazioni, ma l’intento è di avere un ritmo settimanale, ma lo scopriremo strada facendo …

… dimenticavo, buon Anno, che sia buono in tutti i sensi ed accompagnato da buon tè.