Ling Tou Bai Ye (photo © Christian Nicita)

Ling Tou Bai Ye (photo © Christian Nicita)

Non è #teaporn! Proprio sta mattina dopo aver pubblicato su instagram la foto che vedete più in basso, qualcuno ha commentato “This is beautiful! #teaporn“. Ringrazio per l’apprezzamento, anche se con un po’ di vergogna; vergogna dettata dal pudore, perché non è la bellezza della foto che vado ricercando, non è il mettere in mostra una bravura che non c’è, e se la foto è venuta bene forse merito più della tecnologia che non della mia mano o del mio occhio. Quello che vorrei cercare di fare con le foto è di condividere, per quello che sia possibile, per quello che mi sia possibile, il momento del tè. Sarebbe bello poter avere a turno alcuni dei miei contatti, magari quelli con cui sono più vicino, ma anche gli altri, gli ancora sconosciuti e preparare e bere il tè, e chiacchierare o leggere poesie o semplicemente stare in silenzio. Ma non è possibile: dramma frustrante, limitante ed al contempo  grande opportunità offerta dalla tecnologia. La differenza, credo, la faccia l’attitutine con cui ci approccia al mezzo informatico; il limite entro il quale permettiamo a questo mondo espanso di diventare parte della realtà, anche se con un livello di realtà differente. Da questo punto di vista ormai il virtuale è morto, non esiste più, perché ciò che prima chiamavamo virtuale ormai fa parte, appunto, di una realtà che ha dei livelli di concretezza, di affidabilità; questo segna il passo tra ciò che prima era virtuale, e quindi impalpabile, ed oggetti, e cose, e persino persone che ormai allorché lontani hanno un loro valore di realtà. Pensiamo solamente all’esempio dei bitcoins. Ma sto divagando. Il discorso sarebbe interessante, ma ci porterebbe lontano.

Non è #teaporn! Non faccio studio fotografico quando scatto le foto, non scatto foto fine a loro stesse, non sono tè e teiere in posa, no! Non è uno svelare qualcoas di intimo perché altri se ne eccitino in qualche modo, no! Non c’è nulla di perverso o di meramente edonistico fine a sé stesso. Ed essere sincero le foto le faccio proprio durante le sessioni, non è un set preparato ad hoc, ma un momento in cui sto davvero bevendo il tè, da solo o con qualcuno. Certo, magari le foto le faccio dopo aver infuso e bevuto almeno quattro o cinque infusioni, così da poter dedicare, nel caso, più tempo senza la paura di rovinare delle foglie solo per fare le foto; così magari le foglie sono più aperte, ma quello che scatto è un vero momento del tè, non una finzione montata ad hoc per immortalare il tè. In tal senso, come dicevo, mi rifiguto di cedere al #teaporn, il mio tenativo è un #teaexperiment, una vera esperienza di tè, è un modo per condividere, se un tag andrebbe usato al limite sarebbe #tealove. Il resto, la pornografia del tè, non mi interessa, ovvero citando il verso di chiusura della celebre poesia Kaizen no bun “solo questo importa, e chi lo contraddice non abbia nulla a che fare con me.”

Kaizen no bun
– Mi è stato chiesto: Hai imparato le regole del te?
– Ho detto: Non ancora, ma una cosa ho imparato per adesso!
Il gusto è amaro, ma nell’ammaro dolce;
gli strumenti sono semplici, ma nella semplicità belli;
la stanza è modesta, ma tranquilla;
il giardino è piccolo, ma ben curato;
la conversazione tra amici è intima, ma cortese;
ci si riunisce in molti, ma con piccola spesa;
si gode, ma si rifugge dal lusso;
– Solo questo importa, e chi lo contraddice non abbia nulla a che fare con me.

Ling Tou Bai Ye (photo © Christian Nicita)

Ling Tou Bai Ye (photo © Christian Nicita)

Origine: Ling Tou, Guangdong, Cina
Produttore: —
Raccolta: Aprile 2015
Acquistato da: Yunnan SourcingLING TOU VILLAGE “BAI YE” DAN CONG OOLONG TEA * SPRING 2015

Gong fu cha4 grammi in teiera di terra di Yxing da 150 ml (5oz) acqua Levissima 90°

0 ::
I — 15’’ :: Limpido, tinto di giallo dorato.
Intenso, complesso, fine ed elegante. Appena infuso il liquore sprigiona un profumo tra frutta estiva e miele, agitando il bicchiere viene subito fuori un carattere più scuro minerale, ferroso, rugginoso, lievemente affumicato e tabaccoso e poi ancora mandorla non pelata, note floreali di garofano e geranio e poi di nuovo frutta estiva albicocca e pesca tra le altre. Man mano che la temperatura scende il bouquet si espande, nuovi sentori impreziosiscono la degustazioni ma tutti sulle stesse “tinte” di quelli già percepiti.
All’assaggio si presenta con un buon corpo, dolce con questa pseudo dolcezza dai toni fruttati, fresco, sapido, tannico, ma i tannini sono ben integrati e sostengono la bevuta senza infastidire, eleganti come pochi, proprio rigidamente educati come se seguissero un protocollo ufficiale, assicurando con la loro presenza ai lati, con i loro colori scuri che il centro della scena sia giallo, chiaro dominato dalle dolcezze sia durante la bevuta, sia durante la lunga persistenza dove si concedono un po di più, ma è solo per fare da sfondo e da protezione ciò che deve realmente apparire. Immagino un teatro dove la luce illumina e rende chiaro il protagonista grazia al perfetto contrasto di toni scuri che gli sta tutto attorno. Equilibrato, molto intenso, molto persistente, fine per non dire eccellente.

II — 20’’ :: limpido, tinto di giallo topazio.
Intenso, complesso, fine.  Il profilo olfattivo non si discosta da quanto percepito nella precedente infusione, anche se in ordine differente. Fiori maturi quasi verso l’appassimento con chiari riconoscimenti di geranio e garofano, accompagnate da una intensa mineralità scura, ferrosa, rugginosa; su questo sfondo si stagliano ricordi di frutta estiva matura come di pesca e poi ancora note più delicate di mandorla pelata, note di tabacco da pipa, lievemente affumicate chiudono l’elegante bouquet.
All’assaggio si le note ammandorlate dei tannini si presentano taglienti ma subito la grande freschezza e la lieve pseudo dolcezza regolano l’assaggio per un infuso di corpo, amabile sempre riferito in termini di pseudo dolcezza, fresco, tannico, sapido, equilibrato, intenso persistente. Decisamente fine. L’eleganza è tutta giocata sulle note di questi tannini taglienti e vegetali che poi vengono levigati nell’assaggio per lasciare posta ad una persistenza piacevole giocate su un manto di mandorla acerba, verde, intessuto di frutta gialle, e ricami in toni scuri tra il minerale e ed il lievemente affumicato.

III — 20’’ :: limpido, tinto di giallo topazio.
Intenso, complesso, fine. Rispetto alla precedente infusione percepisco delle note più dolci, quasi lattiginose, che si vanno ad integrare con quanto precedentemente percepito e che è inutile ripetere: mineralità scura, ricordi floreali intensi, frutta matura e spaziatura sotto forma di tabacco e note affumicate.
L’assaggio risulta molto equilibrato, forse la più equilibrata tra le infusioni. Tutto è perfettamente integrato per una infusione che risulta essere amabile, di corpo, abbastanza fresca, sapida, tannica, ma paradossalmente i tannino si percepiscono meno violenti, meno taglienti più integrati, più morbidi. Aprono e sorreggono la lunga persistenza in cui ritroviamo tutti gli aromi già percepiti per un tè che si dimostra decisamente fine ma soprattutto elegante, senza sbavature.

Voto 5 stelle (*****) 95/100

Abbinamento: questo è un tè difficicile da abbinare, non di meno è possibile accostarlo a delle zeppole catanesi (dolci di riso e miele), oppure a dei primi come una pasta con le telline e con i con le cannocchie.

Ling Tou Bai Ye (photo © Christian Nicita)

Ling Tou Bai Ye (photo © Christian Nicita)