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Month: March 2017

Chaozhou tea grower, Mi Lan Xiang 2016

Ci sono bellezze procaci e ci sono bellezze esili, timide, talmente delicate che persino il vento ha paura di sfiorarle. Questo tè appartiene a questa seconda categoria. E’ un tè che non finge ritrosia nel suo non voler concedersi, no. E’ semplicemente incapace di concedersi, la sua bellezza è talmente introversa che potrebbe sembrare fragile se vista solo da fuori; richiede che sia il degustatore a fare un passo verso di lei, per scoprire la forza che nasconde oltre le apparenze; sono necessarie cure e rassicurazioni per avvicinarsi, per superare l’impressione diafana e scoprire un cuore generoso ed una...

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Morima Tea, Rou Gui 2016

Dell’opinione, doxa, non c’è verità alcuna diceva Platone, perché il giudizio, la valutazione di un qualcosa non si può basare su gusti personali. Il degustatore non ragiona sulla base di gusti personali, il che non vuol dire che non ne abbia, ma quando parliamo di degustazione, non parliamo di valutare, quanto piuttosto di descrivere un prodotto sulla base delle qualità organolettiche, che non rispetto al proprio gusto personale. Suo malgrado sono allievo, forse il peggiore allievo, di Daniela Scrobogna, la Sommelier che ha formato generazioni di degustatori a Roma. Molto di ciò che sono sotto il profilo gastronomico lo...

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Tè al ristorante

Mentre scrivo sono comodamente seduto all’ultimo piano del MIA, Museum of Islamic Art di Doha in Qatar. E’ sera, sono le 20.40 ora locale, le luci sono soffuse, in sottofondo la musica swing  fa vibrare l’aria d’arabia, in un atmosfera elegante e complice in una semi o oscurità che custodisce il tutto come velo invisibile, il velo del segreto, il velo di cui sono intessute le mille e una notte. Persino lo skyline dall’altra parte della baia di Doha, con i suoi grattacieli, le sue luci e i suoi luccichii artificiali, sembra lontano visto da qua; e non mi...

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Genovesi alla moda di İstanbul

Queste sono le Genovesi, secondo l’antica ricetta della Signora Maria Grammatico di Erice, ma alla moda di İstanbul. Non chiedetemi perché si chiamino Genovesi, non lo so, ma non credo che nessuno lo sappia, ci sono varie ipotesi, ma sono appunto ipotesi. L’unica cosa certa è che la ricetta sarebbe andata persa se non fosse stato per la Signora Maria Grammatico che l’ha rubata alle suore di quello che fu il convento San Salvatore di Erice (in provincia di Trapani), e trasformata in un vero e proprio dolce tipico della zona. Questa versione, rispetto a quella classica che prevede...

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