Da Jin Ya 2017 — Biblioteq

Jinggu “Da Jin Ya” 2017 Camelia Taliensis — Biblioteq (photo © Christian Nicita)

Il villaggio degli appassionati bevitori di tè è sempre più globale, non so se sia un bene o se si corra il rischio di omologazione, o più semplicemente di essere inglobati in un qualche tipo di moda del momento senza neppure rendersene conto. Il tè che propongo questa settimana dovrebbe essere una chicca, una cosa rara, anche un po’ insolita, almeno sotto la forma della foglia sfusa lavorata fino ad essere un tè nero, come diciamo noi, perché si tratta di un tè che proviene da camelia taliensis (o daliensis) e non sinensis. Il tè mi è stato proposto da Claudio proprietario di Biblioteq nel mio ultimo transito nell’Urbe, poi ho aspettato qualche settimana, perché ormai avevo in cantiere altri post. La cosa che mi ha sorpreso è che proprio mentre preparavo questo post, che assaggiavo e riassaggiavo questo tè, sui gruppi che seguo sui vari social vengono fuori foto di tè da camelia taliensis e pure alcuni articoli! In particolare per chi volesse approfondire un po’ consiglio di leggere Yaupon to Yunnan, two different teas and their common bonds, di Joshua Giordano-Silliman; è in inglese, quindi bisogna adattarsi, in ogni caso preferisco linkare l’articolo invece di farvi un riassunto, perché uno è scritto bene e due, per quanto interessante ed utile, il mio punto di vista, il mio approccio al tè è di carattere sensoriale. Il che non vuol dire che non si debbano sapere aspetti di botanica, di coltivazione, di storia, perché sicuramente aiutano a conoscere e capire meglio ciò che si beve, ma poi personalmente preferisco raccontare cosa trovo nella tazza, come sono arrivato ad avere quella tazza, e quindi spostare l’attenzione su preparazione ed assaggio.

Concentrandoci sull’assaggio questo tè mi ha fatto penare non poco. Ho provato per giorni infusioni con una proporzione tipica da Gong Fu Cha, 1 grammo ogni 30 ml circa, un po’ di più un po’ di meno, ma alla fine mi trovavo di fronte infusioni squilibrate, la prima apprezzabile già dalla seconda o totalmetne evanescente o totalmente amara. Alla fine ho ripiegato sui consigli che mi aveva dato Claudio, 1 grammo ogni 100 ml di acqua, infusioni a partire da 1 minuto. La domanda sorge spontanea, anche alla luce di una piccola chiacchierata su un gruppo FB, è possibile chiamare questo tipo di infusione Gong Fu Cha? Davvero, cosa è Gong Fu Cha? Quando una infusione è Gong Fu Cha, e quando no?
Per me lo è! Per me, per la mia esperienza con il bere il tè, Gong Fu Cha, vuol dire mettere tutto sé stessi, la massima attenzione e cura nel preparare una cosa che potrebbe essere tanto banale come una tazza di tè. Poi le proporzioni devono soddisfare le necessità, e soprattutto rendere giustizia al gusto! Violentare la foglia, o mortificare il liquore con una infusione sbagliata è quanto di peggio di possa fare ad un tè di qualità. Ci sono tè che vogliono l’infusione brevissima, altri che magari ne desiderano una più lunga, altri che hanno bisogno di più foglie, altri di meno. Poco importa, l’importante è che l’infusione sia senza difetti e piacevole al gusto.

Da Jin Ya 2017 — Biblioteq

Jinggu “Da Jin Ya” 2017 Camelia Taliensis — Biblioteq (photo © Christian Nicita)

Origine: Yang Ta, Jinggu, Simao, Yunnan, Cina
Produttore: —
Raccolta: Marzo 2017
Acquistato da: Biblioteq RomaJinggu “Da Jin Ya” Camelia Taliensis

Gong Fu Cha 2,1 grammi in teiera di vetro da 210 ml (7 oz) acqua Panna 90°

I — 1’ :: giallo topazio con riflessi dorati .
Intenso e complesso, appena infuso il calore veicola ricordi di fiori gialli con sbuffi di cacao. Agitando il bicchiere, man mano che la temperatura scende si mostrano invece note quasi eteree, che ricordano lo smalto per unghie, subito addolcite da ricordi di miele di castagno, e poi note vegetali come il pomodoro cotto, accenni di lievito fresco, netti sentori di malto d’orzo, e ancora ricordi di orzo perlato.
Morbido, quasi amabile, di corpo. Fresco, abbastanza tannico, sapido. Equilibrato, intenso, persistente. Eccellente ed elegante, questo tè non stupisce per la complessità degli aromi, o per gli aromi stratosferici, anche se quelli che ci sono si fanno ben sentire, non ti avvinghia con una persistenza infinita, anche se è lunga ed equilibrata, ma l’eleganza giocata sui toni della morbidezza rendono questo tè una sirena ammaliatrice che ti invoglia all’assaggio, è un tè che non stanca perché equilibrato tra morbidezza, freschezza, sapidità e una appena accennata tannicità all’assaggio che poi meglio si rivela in persistenza rendendo la lingua felpata, ma il suo equilibrio è un costante invito all’assaggio, è un donare durante la bevuta ed un farsi desiderare in persistenza, nel senso in assenza sento avrei giurato che il mio palato urlasse ogni volta l’assaggio finiva per averne ancora. Se ha un difetto questa prima infusione è che da quando la temperatura è scesa tanto da poter essere bevuto, senza neppure rendermene conto è finito troppo in fretta.

II — 1’ :: giallo topazio con riflessi dorati .
Intenso, appena infuso ricordi di fiori gialli e concassé di pomodori alla vaniglia; complesso, scendendo la temperatura il bouquet si espande e tornano chiaramente i ricordi di malto d’orzo, lievi accenni di agrume tra il tamarindo e il pompelmo; note di erbe aromatiche come l’origano fresco e la maggiorana; miele di castagno.
L’assaggio di questa secondo infusione si rivela sempre morbido, ma leggermente meno morbida della precedente; secco, di corpo. Fresco, tannico, sapido. Equilibrato, intenso, persistente. La persistenza si gioca su note più fresche che comunque bilanciano la tannicità, lasciando l’acquolina in bocca, nel vero senso della parola. Gli aromi sono gli stessi percepiti a cui si aggiungo interessanti noti di liquirizia.

III — 2’ :: giallo topazio con riflessi arancio.
Abbastanza intenso, abbastanza complesso. Questa terza infusione sembra andare un po’ sotto tono rispetto alle precedenti sotto il profilo olfattivo, ma i profumi ci sono, sono solo più restii, più nascosti ma quelli che ci sono sono eleganti e giocati su note dolciastre, in particolare all’andare giù della temperatura si aggiunge un ricordo quasi di dulce de leche, unitamente a note leggermente affumicate. Per il resto ancora fiori gialli e malto in primis ed poi a seguire quello che si riesce a cogliere.
L’assaggio invece è di nuovo molto morbido, quasi amabile, anche se sappiamo che non ci sono zuccheri, decisamente di corpo. Fresco, tannico, sapido. Ancora una infusione equilibrata, anche se diversa dalle altre; intenso, persistente. Ancora una infusione tra il fine e l’eccellente, anche se l’olfatto è sottovuoto l’assaggio ritrova la morbidezza della prima infusione con una maggiore presenza di tannini, questo dona al tè finezza ed una nuova eleganza in questo suo continuo invitare all’assaggio senza stancare il palato.

Voto 5 stelle (*****) 95/100

Abbinamento: Fontina di malga, vastella del belice semi-stagionata.

Da Jin Ya 2017 — Biblioteq

Jinggu “Da Jin Ya” 2017 Camelia Taliensis — Biblioteq (photo © Christian Nicita)